Bignasco – grà a Sott Piodau


La grà (metato) è una piccola costruzione utilizzata un tempo per l’essiccazione delle castagne. Al piano terreno, grossolanamente lastricato, s’accendeva il fuoco, che veniva mantenuto ininterrottamente per circa tre settimane, mentre sul graticcio di legno si riponevano le castagne, rimescolandole periodicamente con una sorta di piccolo rastrello in modo da esporle a un calore regolare. Il graticcio, oggi ripristinato solo parzialmente affinché restasse visibile la carpenteria, in realtà era completo, per cui per introdurre le castagne si utilizzava la bocca di carico situata nel timpano.

Dopo l’essiccazione le castagne erano raccolte in sacchi di tela e battute su grossi ceppi, in modo da liberarle dalla buccia. Così seccate potevano essere riposte per molti mesi nei solai: venivano poi consumate lesse oppure macinate per farne una tipica focaccia (fiascia).

A Bignasco sono state recensite ben diciassette grà; quella di Sott Piodau risale al 1782, come indicano le analisi dendrocronologiche delle capriate. Le due finestrelle, la nicchia d’angolo e gli intonaci lasciano presumere anche un uso diverso di questa costruzione, in alternanza con quello descritto.
(Flavio Zappa)

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